Cronache di Topolinia è, da sempre, una casa editrice pronta a valorizzare i talenti italiani, tanto che, in quest’edizione di Mantova Comics And Games, come nelle precedenti, sarà presente durante le giornate della convention, al fine di valutare nuovi collaboratori, che siano disegnatori, coloristi o scrittori. Per questo abbiamo pensato di porre qualche domanda a Salvatore Taormina:
Cosa state cercando, nello specifico, in quest’edizione degli “incontri con gli editor”?
Cerchiamo persone speciali, con un grande talento (o comunque superiore alla media), con tanta voglia di fare (non soltanto a parole) e soprattutto disponibili…
Forse chiediamo troppo, ma è anche vero che siamo una delle poche realtà italiane a dare un’opportunità ai talenti nostrani.
Ma questa possibilità bisogna “sudarsela” dimostrando di meritare la fiducia accordata: troppo spesso ho visto ottimi talenti prendere il lavoro alla leggera e non essere, quindi, puntuali nelle consegne.
Per facilitare l’approccio dei candidati, quali sono i requisiti affinché il lavoro presentato sia tenuto in maggior considerazione?
Devono dimostrare di conoscere le nostre pubblicazioni e presentarsi, di conseguenza, con delle prove inerenti ad esse.
Quale pensa siano, per un disegnatore esordiente, le qualità indispensabili?
La disponibilità a venire a disegnare allo stand è la prima cosa, poi ci vuole umiltà e serietà.
A questo proposito un grande editore mi disse tanti anni fa: “ Meglio un talento medio, preciso e puntuale nelle consegne, che un grande artista che ti fa impazzire”.
Ora che ho la responsabilità della nostra piccola realtà editoriale capisco bene cosa volesse dire e condivido pienamente.
E per uno sceneggiatore?
Capire che si deve adeguare al contesto storico e narrativo proprio del personaggio.
Per il resto non deve dimostrare nulla se non fare il proprio lavoro seriamente, con scrupolo e serietà. Niente voli pindarici, quindi: non servea nulla voler dimostrare di essere il primo della classe con idee tanto straordinarie quanto astruse.
E poi… anche gli sceneggiatori, i coloristi, ecc devono venire a dare una mano allo stand.
È una cosa importantissima, visto che il 60/65% del materiale viene venduto in fiera!
Quale consiglio può dare, quindi, ai giovani che vogliono far parte del mondo dei balloon?
Tenacia! Ci vuole tenacia. Mai arrendersi, ma ricordarsi sempre che la strada (e la conseguente gavetta) è lunga e dura: chi pensa subito di essere un grande artista e di essere arrivato dopo la prima pubblicazione non ha capito nulla e verrà presto messo da parte.
Fra i tanti autori che ha scoperto durante le manifestazioni per appassionati a quali è più affezionato, sempre che, per lei, sia possibile scegliere?
Penso di saper fare bene, anzi molto bene, il mestiere di “Talent Scout”: il 90% degli autori e delle autrici che hanno collaborato con me ha dimostrato ampiamente di essere all’altezza di tanti altri talenti che lavorano per case editrici più blasonate.
Sinceramente sono orgoglioso di aver dato la possibilità a tanti giovani di mettersi in mostra. Non ci sono figli e figliastri, ma ci sono quelli che la riconoscenza non sanno neanche dove stia di casa e altri che invece nel loro cuore sapranno sempre a chi sono debitori.
Così su due piedi mi vengono in mente Giuseppe De Luca, Francesco Bonanno, Elena Mirulla, Michela Cacciatore, tanto per fare alcuni nomi delle persone che stimo e rispetto, poi ci sono altri grandi talenti, che oggi lavorano in America, in Francia e in altre grandi realtà internazionali, ma queste persone… diciamo che hanno dimementicato il loro percorso.
Per questo motivo, ora, i giovani che vorranno avere una possibilità dovranno davvero dimostrare, oltre al loro talento, come sono fatti. In un certo senso dovranno “dare prima di ricevere”.
Spero di non sembrare troppo duro, io sono disponibile con tutti, e forse qualcuno se n’è approfittato.
D’ora in poi difficilmente succederà.
Quale pensa possa essere il futuro del fumetto “made in Italy”, stretto tra l’assalto dei manga e la fuga verso il sogno americano?
Sinceramente mi sento un vero “Bonelliano”, non sono cresciuto a pane e manga e neppure con i super eroi, ma con Tex, Zagor e Il Comandante Mark. Prediligo, quindi, l’avventura classica, che non penso possa essere sostituita.
Guardo con molta attenzione anche al mercato francese: ho amato classici come XIII, vado pazzo per Largo Winch. Stessa cosa dicasi per il fumetto sudamericano, come non ricordare Dago e Martin Hel.
Insomma mi sembra, senza voler disprezzare i prodotti altrui, che Il fumetto, e in particolare quello italiano, abbia mille risorse, bisognerà però prendere coscienza che o si fanno dei capolavori o si è tagliati fuori dal mercato.
Io però sono fiducioso, nel mio staff ho veramente dei grandi talenti che non hanno nulla da invidiare a nessuno: penso alla qualità del Western “Than Dai”, interamente colorato a mano, all’erotico “Gabbia Dorata”, un inedito punto di vista sul genere, scritto e disegnato da un team tutto al femminile e a Eternopolis, un fumetto che se fosse stato pubblicato dalla Disney si sarebbe “Gridato” al nuovo successo internazionale. Insomma se passerete allo stand di Cronaca di Topolinia, penso che possiate trovare la prova che il fumetto non è solo Manga e Super eroi.